Statement

Segno plastico, modulo e vettore: una formale astrazione

I recenti lavori di Jasmine Pignatelli sviluppano riflessioni intorno ai concetti di modulo, vettore (modulo cioè provvisto di direzione e verso) e di segno plastico, traducendoli in elementi/forme che determinano e interrogano lo spazio coinvolto. I moduli sono per l’artista “dispositivi di verifica” spaziale ed esistenziale; attivano tensioni cinetiche e cinematiche, alludono con il loro equilibrio instabile e senza quiete al caos del mondo vitale e alla nostra ricerca di una posizione in esso. Gli organismi dinamici vettoriali attraversano lo spazio ricercando un nuovo ordine aureo in reazione al dilagare dell’Irrazionale contemporaneo. Riposizionamento, Costruzione e Misura sono qui strumenti di una geometria umanistica che indaga lo spazio per una nuova lettura del nostro Essere nell’Esistente.

 

Tutta la mia ultima ricerca, nello specifico quella che si attiva dall’inizio del 2015, si sviluppa intorno al concetto di MODULO, di VETTORE (modulo provvisto di direzione e verso) e di SEGNO PLASTICO, interpretabili come segnali che MATERIALIZZANO un ambiente e che rappresentano gli oggetti reali di un concetto astratto di paesaggio e di un possibile altrove. Per MODULI intendo “dispositivi spaziali”, forme che irrompono, interagiscono o attraversano lo spazio, elementi essenziali e primari che attraverso le possibili combinazioni lavorano sulle connessioni e disconnessioni dei segni, sulla continuità e discontinuità nello spazio. E’ scultura che si pone come marcatore di paesaggio e segnalatore di un nuove possibilità spaziali.

Il mio lavoro esprime la difficoltà a individuare una direzione precisa e un luogo geografico di appartenenza e tenta una soluzione attraverso le rappresentazioni di moduli, vettori che cercano di segnare traiettorie e verificare le diverse possibilità che si presentano e si generano attraverso il fare arte. Ogni opera in questo senso cerca un suo posizionamento in un gioco di attrazione e negazione, come tra magneti, fino a individuare nuove soluzioni dinamiche e spaziali. Le sculture sono quasi sempre fuori asse e in equilibrio instabile, metafora delle incertezze umane alla ricerca costante di una posizione o direzione che le definisca.

Nel mondo contemporaneo, dominato da sentimenti di precarietà, di indeterminatezza e incertezza, in un mondo in cui siamo parte infinitesimale dell’universo, l’uomo è alla costante ricerca della definizione di un proprio luogo di azione. Il segnale artistico afferma la presenza del “qui e ora” in un gesto di speranza e di partecipazione creativa e sociale.

Allo stesso modo il segno artistico espresso dalle grafie, dai segni plastici che compongono il CODICE MORSE, internazionalmente riconosciuto e storicamente utilizzato per inviare segnali, crea connessioni nello spazio, e attiva una forma di comunicazione anche attraverso il suono e dei supporti video. PUNTI e LINEE sono elementi compositivi, moduli, che generano LINGUAGGIO e NUMERI ma anche SEGNI ARTISTICI nello spazio. Il codice è una convenzione che permette di scomporre il linguaggio in qualcosa di più essenziale che si nutre di 3 soli ingredienti: punti, linee e spazio.

La riduzione a segno, a modulo, in alcuni casi a vettore e la loro ricombinazione spaziale, l’attivazione di un rapporto e la tensione con l’ambiente e lo spazio, le diverse scale percettive, gli incroci prospettici, la rete di misurazione globale, il posizionamento, la geografia, l’antropizzazione e l’urbanistica sono gli ingredienti intorno ai quali si sviluppa il mio lavoro di ricerca artistica.
Ogni lavoro si aggancia ad un sistema di misurazione globale (coordinate geografiche) e segna in quel preciso istante e luogo, la sua presenza artistica. (j.p.)